I ricordi non fanno rumore: La perfezione dell’amore – Carmen Laterza

Fra le tante lezioni apprese dall’autrice, la mitica Libroza, mi è rimasta impressa quella che insegna come un personaggio riuscito è quello che cresce durante la storia e in questo percorso porta con sé il lettore, che ne diventa amico e confidente.

Qua, accade esattamente questo.

Siamo al secondo capitolo della storia (per chi si fosse perso le nostre impressioni di lettura sul primo volume, qui) e siamo al secondo centro.

Cascate di emozioni

Pavia, anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale.

Bianca lavora come cameriera per la signora Cattaneo, grazie alla quale riesce a vivere dignitosamente e a coltivare la sua più grande passione: il cucito. Le fatiche e le barbarie della cascina di Garivalda, sono ormai lontane. Sebbene Bianca abbia ancora aperta la ferita causata dall’assenza della madre Giovanna, di cui non ha più avuto alcuna notizia, il vuoto dei legami procuratole dalle bombe è ridotto da piccoli frammenti di vita alla volta: gli incontri con Ida e con Maria e (finalmente) la vita sotto lo stesso tetto dalla signora Dora.

«Vedere Ida era ritrovare l’infanzia, la cucina dei signori Colombo, Maria, ma anche la madre, e poi la guerra e poi tutto il resto, in una cascata di emozioni a cui Bianca non era preparata».

Vi è di più: Bianca si innamora! Conosce infatti Arturo, orfano come lei e scopre l’ottimismo che le era sempre mancato. Si sposano e vanno in Svizzera in cerca di fortuna, trascinati dall’amore e cavalcando l’onda che solo l’euforia dei vent’anni provoca.

Al di là del confine, i due formano la loro famiglia, una famiglia composta da emigrati e voglia di opportunità. Incontrano Virginia, Lucrezia, Leonardo. Conoscono le fabbriche e i cantieri dove gli italiani fanno a gara per poter lavorare. Riescono a trovare una stabilità economica e a coronare il loro amore con la nascita della piccola Gilda.

«Bianca sapeva che quel momento era perfetto, come doveva essere, completo e così straordinario da lasciarli storditi. Sapeva che era l’inizio di una nuova stagione della sua vita nella quale finalmente aveva una famiglia tutta sua».

La vita non è semplice in Svizzera, ma, insieme, i ragazzi si sentono forti ed è solo quando Bianca si trova nuovamente da sola che si lascia andare allo sconforto; cede al dolore e cade in una sensazione di vuoto catatonico che la risucchia, fintanto che non trova la forza per reagire. E lo fa, ovviamente, tornando a Milano.

Cosa succede a questo punto? Beh, occorre aspettare il terzo volume della saga!

Paesaggi che si toccano

Anche stavolta Carmen Laterza ha dato sfoggio delle sue evidenti capacità di scrittura: i personaggi del romanzo sono a tutto tondo, complessi e ben riusciti. L’autrice usa la penna con maestria, colorando personaggi e paesaggi che si toccano e sanno di familiare.

La prosa è fatta di linee che scorrono senza mai appiattirsi. La trama coinvolge e appassiona il lettore che, dopo aver sfogliato l’ultima pagina, non riesce a smettere di pensare al momento in cui Bianca e Giovanna riusciranno a incontrarsi di nuovo… o forse dovremmo dire Vittoria?

E no, non è vero che i ricordi non fanno rumore!

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