Adorazione – Alice Urciuolo

La morte allontana o unisce. Non esistono vie di mezzo. Lo sperimentano famiglie, amici, colleghi… chiunque, ovunque.

Ma nel libro di Alice Urciuolo, Adorazione, accade qualcosa di più. La morte rappresenta consapevolezza, tenacia, risolutezza. E voglia di cambiare, desiderio di andare oltre, necessità di superare ciò che si è per essere quello che si vorrebbe, o, almeno, provare a farlo.

Non si matura solo perché ti capitano le disgrazie, non è una cosa così automatica.

Generazioni

Siamo a Pontinia, un piccolo centro di matrice fascista dimenticato dalla vicina capitale, dove Elena è stata uccisa giovanissima dal fidanzato. Sì, dal fidanzato. Elena era un’adolescente che pensava che la gelosia del fidanzato non fosse così grave, che l’amore si manifestasse anche con litigi, scenate e imposizioni. E lo stesso pensavano la sua famiglia e i suoi amici che, a distanza di un anno, sconvolti da una tragedia che è sempre più presente nel mondo, sono andati avanti cercando di condurre una vita il più normale possibile.

Così, quando Elena le rispondeva che Enrico era solo un po’ troppo geloso e un po’ troppo insicuro, anche lei si convinceva che fosse tutto sotto controllo. Invece avrebbe dovuto insistere, andare più a fondo.

In un clima estivo e afoso, fra le terre dell’Agro Pontino, gli scogli di Sabaudia e lo sfondo della maggica Roma, si snodano le vicende delle protagoniste del romanzo: Diana, Vera e Vanessa.

Le tre, insieme agli altri personaggi e alle comparse che sbucano dalle mille sotto trame che caratterizzano l’opera, vivono sullo sfondo della scomparsa di Elena accomunati dal fil rouge dell’adorazione: sentimento a metà, come l’età di chi lo prova. E tutti, qui, hanno tanta voglia di crescere. Come? Andando al massimo e rischiando giorno dopo giorno. C’è chi supera le proprie insicurezze ricevendo likes per un fisico che temeva avesse qualcosa di sbagliato; chi capisce che accontentare gli altri non significa far felici se stessi; chi scopre che amare non è sempre doloroso.

Da quanto tempo era che non abbracciava qualcuno che le volesse bene senza complicazioni e lacci che soffocavano?

No filter

Alice Urciuolo, conosciuta già come sceneggiatrice di SKAM, debutta in narrativa con un libro che certo non può emergere per lo stile e, ad essere onesti, neppure per l’originalità dell’idea alla base del romanzo, ma la sua penna ha un grande pregio: è diretta, trasparente o, per dirla in instagrammese, senza filtri.

Fino a qualche minuto fa non voleva saperne più niente di lui, adesso invece c’era qualcosa che non solo non le faceva più provare repulsione nel sentirlo, ma le procurava anche un piacere sfrenato nel vederlo per la prima volta in ginocchio.

L’autrice scrive con la prepotenza che caratterizza l’età delle protagoniste e del loro mondo. E lo fa bene: usa un lessico colloquiale, consono alle scene e alla trama, dà vita a dialoghi e azioni che si vedono mentre si leggono.

Insomma, colpisce e coinvolge.

Lo dimostra la sua candidatura al Premio strega 2021 spinta da Daniele Mencarelli.

C’è chi dice che la letteratura sia altra cosa, ma non per noi, che crediamo che sia anche questo. Quindi cara Alice, sai cosa devi fare francamente? Infischiartene… e  farci sapere cosa combinano gli abitanti del tuo romanzo!

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