Lascia un libro, prendi un libro: una favola di condivisione

C’era una volta

C’era una volta, in Sicilia, un piccolo chimico che decise di fare un esperimento al di fuori del laboratorio. Iniziò a creare dei punti di raccolta dove chiunque poteva prendere un libro senza pagare alcunché. L’unico obbligo previsto era quello di ricambiare il favore e lasciare un altro libro. Il risultato fu ottimo: piano piano, i punti di raccolta crebbero, fino al punto che si poterono trovare in tutta Italia.

Lascia un libro, prendi un libro è una rete che persegue un solo nobilissimo scopo: consentire a tutti coloro che lo vogliano di disporre di libri.

Come funziona?

L’obiettivo è stato raggiunto utilizzando la regola di scambio più antica del mondo: il baratto. Chi prende un libro, infatti, non deve pagare, ma lasciarne un altro. È così che, oggi, grazie all’iniziativa, si trovano in tutta Italia più di 200.000 libri, distribuiti in più di 700 punti di recupero e condivisione gratuita.

Esatto, non ci sono costi.

E per poter partecipare, non è richiesta alcuna registrazione!

Semplicemente, si prende il libro e se ne lascia un altro.

Un punto di raccolta in una gelateria della Capitale

Una casetta dei libri a Pieve del grappa (TV)

Dove si trovano i punti di raccolta?

In genere all’interno di edifici, sale di attesa, o negozi.

Comunque, individuarli è molto facile: la pagina Facebook del progetto contiene una mappa interattiva con cui si possono cercare i punti nella zona di interesse.

Noi ne abbiamo trovati alcuni e, chiaramente, abbiamo partecipato!

La mappa interattiva dei punti di raccolta

La favola insegna che…

Il progetto è assolutamente encomiabile e utile: il potere della condivisione, quello del recupero e quello della solidarietà riescono a garantire nuova vita e una maggiore diffusione a ciò che più amiamo.

L’idea di una biblioteca “diffusa” può servire a far arrivare i libri laddove di regola non riescono ad arrivare.

E così i libri (e i lettori) possono vivere felici e contenti.

Noi di Storie a Catinelle vogliamo dar visibilità a tutte quelle iniziative che mettono il libro al primo posto: dai un’occhiata anche a “Bookdealer: la risposta delle piccole librerie ad Amazon“.

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