Il diario segreto – Lavinia Morano

Il diario segreto (Brè edizioni, 2020) è il nuovo romanzo horror di Lavinia Morano.

Abbiamo già parlato del suo primo romanzo, Purple Lilies, e abbiamo avuto il piacere di pubblicare il suo racconto horror “Passi sul tetto“. Leggeteli, perché merita.

Amore e terrore: un connubio vincente

Ogni volta che leggo qualcosa dell’autrice mi preparo a tremare, ma niente panico: i brividi sono piccoli, un po’ come la collana che leggevamo da ragazzini e, diversamente da allora, svaniscono presto e lasciano il posto a lievi sorrisi.

Com’è possibile? Semplice, grazie a un uso sapiente dei due elementi su cui si basa il romanzo: amore e terrore.

Trama, sottotrame e sorprese

“Il diario segreto” ruota attorno a diversi personaggi e a diverse storie che, apparentemente distanti, sono indissolubilmente legati fra loro da fili che man mano si uniscono in un intreccio forte e saldo. Il merito è dell’Autrice che, come sa chi ha letto Purple lilies, è davvero brava a scrivere muovendosi su diversi piani e trame senza cadere nella trappola della confusione contenutistica o dell’infodumping.

Iniziamo dalla prima storia, quella di Sofia, dodici anni e una famiglia da mulino bianco: padre avvocato, mamma insegnante. La vita di Sofia, caratterizzata da mare, amici e scuola, cambia quando per il suo compleanno riceve in regalo un diario dai poteri magici: esso rivela i pensieri della persona a cui appartiene il nome che vi si scrive sopra.

Altra storia, altro protagonista. Si tratta di Ivan, il fratello della piccola Sofia. Ivan è l’orgoglio del padre: studia medicina ed è fidanzato con Lena, la bella e ricca ragazza del paese con cui ormai condivide la vita più per abitudine – e per spinte familiari – che per sentimento. Infatti, quando una sera Ivan incontra Kalia, misteriosa ragazza giunta da poco in paese, avviene il classico colpo di fulmine.

Infine, c’è la storia di Gabriel, scrittore di thriller che anni addietro aveva conosciuto Kalia, e che su costei riversa la sua vendetta. In questo quadro, Ivan e Sofia rappresenteranno i classici bastoni che attentano alle ruote.

Non è tutto, però. Ci sono anche le storie di Tommaso, Cara, Lorenzo, Greta, Lena, Dario e molti altri ancora.

Lavinia Morano riesce a mantenere l’attenzione del lettore sull’intreccio principale, ma cura anche le domande che ruotano attorno agli altri personaggi e alle comparse: di ognuno si conosce quanto è necessario affinché il libro funzioni e ciascuno si comporta in un modo che sorprende e appassiona.

Il risultato è un libro avvincente.

Lo stile

Ogni capitolo riguarda una storia e un personaggio; i punti di vista si alternano e così gli spazi temporali, ma ciò avviene con una maestria tale da garantire ritmo e interesse alla lettura.

Merito anche della sintassi, caratterizzata da periodi alquanto brevi, una punteggiatura corretta e una consecutio temporum magistrale.

Buona anche l’ambientazione: il dove e il quando sono ben definiti senza troppi dettagli, se non quelli necessari per permettere a chi legge di immaginarsi ciò che non è specificato.

Unico tasto dolente, ma insomma nessuno è perfetto, si rintraccia in alcuni dialoghi fra Kalia e Ivan: forse troppo melensi, anche per chi come me vive di romance.

Altra nota positiva: ci sono diverse immagini che colpiscono e che confermano la stima nei confronti dell’autrice.

«Ho bisogno di sentire l’acqua fresca sulla mia pelle. Voglio che lavi via le mie colpe, liberandomi dal dolore. Ho bisogno di sentirmi rinascere».

Hic et nunc

Ma più di tutto mi piace il messaggio che guida il romanzo: vivere il presente godendosi ciò che vi è di bello.

Un classico intramontabile che funziona sempre, se raccontato a dovere.

Hic et nunc.

Tu ne quaesieris (scire nefas) quem mihi, quem tibi finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios temptaris numeros.

Ut melius quicquid erit pati!

Seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam, quae nunc opposites debilitate pumicibus mare Tyrrhenum,

Sapias, vine liques et spatio brevi

Spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida

Aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

Orazio, Odi (traduzione libera)

Non chiederti quanto ancora vivremo io e te, Leuconoe, poiché è un sacrilegio fare simili richieste! Non addentrarti in calcoli complicati.

Come sarebbe meglio affrontare con serenità il futuro!

Sia che Giove abbia concesso parecchi inverni, sia che abbia concesso, come ultimo, quest’inverno che ora sconvolge il mar Tirreno nelle opposte sponde,

Sii saggia, purifica il vino e, poiché il tempo è breve, riduci la speranza.

Mentre noi parliamo, il tempo invidioso sarà fuggito:

Cogli l’attimo, fiduciosa il meno possibile nel domani.

1 commento su “Il diario segreto – Lavinia Morano”

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