Dante – Alessandro Barbero

L’ultima fatica letteraria del Professor Barbero si chiama “Dante” ed è edita da Laterza, 2020.

Per chi non conoscesse l’autore (shame on you!), sarà utile ricordare che Alessandro Barbero insegna presso l’Università del Piemonte orientale, ha scritto numerosi saggi (ma anche romanzi di successo) ed è un grande divulgatore.

Sono anni, ormai, che è stata scoperta la cura per il mal di storia: si chiama “Alessandro Barbero – il podcast”.

Chi fuor li maggior tui?

“Dante” è la biografia di uno dei poeti più grandi di tutti i tempi. Anzi, del poeta più grande di tutti.

Un lavoro a tutto tondo sulla vita di “Durante di Alighiero degli Alighieri”, che illustra i motivi della sua grandezza, certo, i motivi per cui lo fissiamo ogni volta che maneggiamo una moneta da 2 Euro, ma anche le ragioni della sua debolezza e della sua natura profondamente umana.

La nascita, l’infanzia e la maturità. L’incontro con Beatrice, il matrimonio e l’economia domestica. La guerra e la politica, sempre all’ombra di Palazzo Vecchio. Una carriera sfavillante che lo porterà a ricoprire la carica più importante nel Governo di Firenze: quella di Priore. E poi la dolorosa pagina dell’esilio: il Sommo costretto a lasciare le rive dell’Arno e a elemosinare ospitalità presso i signori di altre città.

«Popule mee, quid feci tibi?».

Insomma, la vita di Dante è raccontata dal principio alla fine attraverso l‘analisi di numerose fonti (epistole, componimenti, opere, atti notarili), tutte precisamente citate, con un taglio tipicamente accademico.

Da bravo storico, il Professor Barbero non si limita a illustrare il “cosa”, ma mostra anche il “come” e il “perché” degli eventi.

Anche i numerosi riferimenti alle opere dantesche – prima fra tutte, ovviamente, la Commedia – sono funzionali alla prova dei fatti affermati; servono a ricostruire la date e gli spostamenti, i legami e le aspirazioni, non a emozionare, se non incidentalmente. 

Lo stile è senza dubbio accademico, saggistico, cosa che non rende questo libro adatto – conoscendo i miei polli – a un pubblico mainstream.

Semper moriantur, moriantur guelfi

Il percorso politico di Dante riveste un ruolo centrale nella narrazione, così come lo ha rivestito nella sua vita chiaramente. In questo modo, il Poeta perde quell’aurea di santità che gli hanno affibbiato i libri scolastici, e diventa uomo del suo tempo, con le sue fragilità e le sue emozioni.

Un uomo benestante, che cerca di dare natali illustri alla sua stirpe, lanciandosi in improbabili giravolte intorno al concetto stesso di “nobiltà”.

Un uomo di parte, decisamente schierato con i Guelfi (bianchi, ça va sans dir), ma che non disdegna – a mali estremi – di accordarsi con i Ghibellini e di sperare nella discesa dell’Imperatore.

Un politico a tutto tondo, prima che un poeta, un esponente della classe dirigente che si troverà schiacciato nella guerra civile.

Un politico “di razza”, che lega indissolubilmente la sua vita alle battaglie ideologiche e relative alla cosa pubblica.  

E poi un uomo, d’altra parte, che cerca di sistemare la sua famiglia, barcamenandosi in “lavoretti” che vanno stretti alla sua grandezza e alla sua fama.

Un uomo profondamente innamorato di Firenze, e che sognerà fino alla fine di tornare nella sua città e ottenere la corona d’alloro dei poeti.

Cos’altro chiedevano le nostre candide insegne, e per cos’altro erano rosse le nostre spade se non che fossero costretti a sottomettersi alla legge, e obbligati a dare pace alla patria.

L’analisi a 360 gradi condotta dal Professore consente anche di scoprire un lato inedito della personalità di Dante: quello legato all’esperienza di guerra.

È difficile immaginare Dante senza il naso adunco e il vestito rosso, ma l’autore riesce a restituirci l’immagine di un uomo con l’elmo e l’armatura, su un cavallo, pronto alla battaglia nel giorno di San Barnaba.

Meraviglioso.

Fiorenza, la mia terra

Non il solito libro sul grande poeta.

Piuttosto, un lavoro profondo e ricco di spunti, che rifugge dai luoghi comuni e dalle narrazioni emotive per mostrare lati di Dante inediti per il grande pubblico.

Insomma, chi acquisterà il libro aspettandosi la solita biografia del Sommo Vate, rimarrà probabilmente deluso.

Io, certamente, non condivido la sorte di costoro. Per quanto mi riguarda, qui c’è tutto quello che cerco in un libro di storia: competenza e cose da imparare.

Da fiorentino, devo confessare che un po’ mi vergogno. Mi vergogno del fatto che la mia città abbia fatto morire lontano da lei un personaggio così grande.

Fiorenza, la mia terra, / che fuor di sé mi serra, / vota d’amore e nuda di pietate.

Chiudo gli occhi.

Vedo la riva dell’Arno, in direzione Ponte Vecchio, proprio vicino agli Uffizi.

Dante è lì, con un sorriso mal celato.

Segue la mano che gli pone sul capo una corona d’alloro.

Finalmente.


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