Best of 2020: Nuove scoperte

TERZO POSTO

Malanotte – Michele Del Vecchio

Non è mai facile leggere un autore emergente: il dilettantismo e i refusi sono dietro l’angolo e il timore che essi sporchino una bella storia è sempre presente. Vi assicuro che ciò non accade se vi capita di leggere Michele Del Vecchio, il quale, con il suo romanzo d’esordio Malanotte, si proietta tra i migliori autori emergenti del panorama italiano.

Ho capito di avere tra le mani un grande libro quando ho letto questo passaggio:

Il greco, lingua aspra sul palato ma dalle emozionanti leggi eterne, aveva il duale: il numero degli oggetti accoppiati e delle coppie felici, quello delle solitudini astrali fugate con gli allunaggi di fortuna. Le stelle non erano mai fuori portata, né troppo isolate. All’occorrenza ti ci spediva qualche dio con a cuore la tua stirpe, o un verso in endecasillabi nel quale, recitandolo a voce alta, la coppia si faceva musica“.

Ma andiamo con ordine. Alla fine, Milo apprezzerebbe.

La storia

Cronometro alla mano per lavarsi i denti, i lacci delle Converse a fare pendant con gli stati d’animo e le corde del bucato su cui sventolano i capolavori di Beethoven. Milo Jenkins, 16 anni, è un virtuoso del pianoforte, ha mille nevrosi e il fantasma di un pesce – Rachmaninov – come migliore amico. I lunghi silenzi e un candore senza età hanno reso sicura la diagnosi: è autistico. Un ragazzo speciale, lo definirebbe qualcuno.

“Mia mamma è morta quando ero piccolo, non ho un dialogo con mio padre e un dottore, da bambino, ha deciso che ero autistico. Parlo con un pesce farfalla che non c’è, ma questo lo sai già, e sintetizzo i programmi delle mie giornate sulle Moleskine”.

Se vivi nella cupa Eureka, Connecticut, non ci sono parole gentili per un orfano di madre con gli occhiali a fondo di bottiglia e gli incisivi a zappa.

La svolta sperata ha le occhiaie viola di Iris, bella come un film di Tim Burton.

Sulla tela della loro adolescenza, uno schizzo rosso sangue. Sotto una coltre di foglie secche, cadaveri innocenti. Corre, Milo. Ma verso Iris o lontano da lei?

Ma la nostra storia era malata. Andava al contrario e la sabbia della clessidra creava tempeste, confondendo le scadenze. Soffiando i granelli dell’inizio su quelli della fine”.

Proprio attraverso il rapporto con Iris, Milo scopre la sua natura e qual è il ruolo che deve giocare nell’infinita lotta tra bene e male.

Truce e dolce, Malanotte è un romanzo fantastico originale, in cui i baci hanno un retrogusto segreto e, tra sogno e delirio, amore e morte, non c’è grado di separazione.

Non andartene docile in quella Malanotte

Malanotte è un romanzo da leggere assolutamente, Del Vecchio un autore da tenere d’occhio.

Il consiglio è di perdersi tra le pagine di questo diario non scontato, che fa apprezzare “la dolorosa bellezza del mondo”, fa comprendere che non esiste la bontà assoluta e che, quindi, lo sguardo sul mondo non può essere manicheo.

Malanotte, uno sguardo sul mondo.

Malanotte, per chi cerca il suo posto nel mondo.

Un richiamo struggente.

Una lezione di relativismo.

Notte, scendi in fretta.

Qui la recensione completa!

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