Il DNA è donna: la storia di Rosalind Franklin

Parliamo di scienza, ma non solo: parliamo della stranezza della natura umana.

Fin dalle scuole superiori ci insegnano che la struttura del DNA è stata conosciuta grazie ai due celebri premi Nobel: Watson e Crick

Peccato che, dietro questa grandiosa scoperta, ci sia una storia incredibile.

C’è anche una donna: Rosalind Franklin.

Fu lei a fare fisicamente le foto alla struttura, a studiarla per anni, a Londra. Il suo capo, però, la detestava. Watson e Crick non erano qualificati nel campo giusto per fare ricerca sul DNA (uno era fisico, l’altro zoologo), la Franklin sì.

Watson fece carte false per entrare nel laboratorio in cui lavorava la Franklin, senza riuscirci. Ma era geniale, non mollava. Incontrava gente, spiluccava idee, metteva insieme i pezzi. Il capo del suo laboratorio, più volte, gli disse “lascia perdere, questo lavoro non fa per te”. Ma lui no, insisteva. Finché Wilkins, il capo della Franklin, stremato dalle insistenze di Watson, gli mostrò una delle ultime foto fatte dalla sua “dipendente”.

Ecco, era il pezzo mancante del puzzle. Pochi anni dopo, Watson, Crick e Wilkins ricevettero il Nobel per quella scoperta.

E la Franklin? Morta, a causa delle radiazioni assorbite per ottenere quelle foto, per cui gli altri venivano premiati.

Per lei, ovviamente, nemmeno una parola.

Il capo la detestava, gli altri due la disprezzavano. Era solo una donna, pure un po’ antipatica, snob. Diceva che con gli uomini non si riusciva a intavolare un discorso di scienza.

Morale della storia: tante.

Mi ha colpito molto. Mi ha colpito la caparbietà di Watson, che arrivò a chiedere alla sorella di sedurre Wilkins pur di entrare nel suo laboratorio (senza riuscirci). Mi ha colpito la sua resistenza ai NO, ai lascia perdere, ai non fa per te.

Così come mi ha intristito chi per anni lo ha disprezzato, salvo poi consegnargli la chiave del successo, dividendolo con lui alle spalle dell’allieva, che evidentemente non tollerava.

Mille sfaccettature, in cui è impossibile trovare un santo e un demonio, un eroe e un antieroe.

E un nome da smettere di ignorare: Rosalind Franklin.

Se l’argomento ti appassiona

Per saperne di più

– Foto 51: il segreto del DNA (romanzo)

  • Autore: Chiara Segre
  • Genere: romanzo
  • Trama: La storia si svolge tra il King’s College di Londra e l’Università di Cambridge, dall’inizio degli anni Cinquanta del Novecento ai giorni nostri. Londra, 1952. Annie, quattordicenne apprendista sarta, in un pomeriggio di pioggia trova per terra una busta contenente alcune strane fotografie. Con l’aiuto di Mark e di altri amici scopre, attraverso una serie di vicissitudini, avventure e colpi di scena, che tra quelle immagini c’è la Foto n. 51, la prima fotografia del DNA, scattata dalla scienziata Rosalind Franklin. In un clima noir ricco di emozioni, la vicenda si articola sullo sfondo di lotte accademiche, combattute senza esclusione di colpi, per assicurarsi la paternità di una scoperta che ha rivoluzionato la biologia e che ha portato a James Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins il Premio Nobel per la Medicina nel 1962. Questo romanzo è frutto della fantasia dell’autrice, tuttavia è ambientato in un contesto storico ben definito e molti dei personaggi e degli eventi legati alla scoperta della struttura del DNA sono reali. Rosalind Franklin, James Watson, Francis Crick, Linus Pauling, Maurice Wilkins, Raymond Gosling e Jennifer Doudna sono scienziati realmente esistiti, così come la fotografia numero 51 del DNA. Età di lettura: da 11 anni.

– La doppia elica

  • Autore: James D. Watson
  • genere: saggio
  • Trama: Il 25 aprile 1953 una breve paginetta sulla rivista “Nature” firmata da James Watson e Francis Crick chiariva definitivamente la struttura a doppia elica del DNA, la sostanza chimica che funge da messaggero della trasmissione genetica. Quindici anni dopo, nel 1968, uno dei due autori di quell’articolo, insigniti nel 1962 del Nobel per la medicina, scandalizzò la comunità scientifica narrando in modo vivace e provocatorio i retroscena dell’avventura intellettuale che aveva portato alla clamorosa scoperta. Per la prima volta il mondo della ricerca appariva nella sua cruda realtà: pieno di luci e ombre, di simpatie e odi profondi, di rivalità e inganni. “La doppia elica” ripropone lo “scandaloso” testo originale.

  • Agnese Messina nasce a Catania, città in cui ha sempre vissuto. Nonostante gli studi di stampo scientifico, nutre una forte passione per la letteratura. Accanita lettrice, inizia a scrivere i primi racconti da bambina, completando la stesura del primo romanzo a soli 17 anni. Cura un interessante pagina facebook – Scrivere per volare ancora – in cui tenta di indagare il rapporto tra scienza e letteratura.

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