WikiPedro: vi racconto la mia Firenze

Abbiamo trascorso un pomeriggio con Pietro Resta, alias WikiPedro, che è da poco uscito nelle librerie con il suo libro “Non sei mai stato a Firenze se…”, edito da Mondadori (qui la nostra recensione). Nel caratteristico scenario di Piazza della passera, tra uno Spritz e un calice di vino, abbiamo chiesto a Pedro com’è nato il suo libro e quali sono i suoi progetti, presenti e futuri.

Una chiacchierata a tutto tondo, che svela la preparazione e la simpatia di WikiPedro, abituato a raccontare la sua Firenze attraverso i video, sempre a metà strada tra l’ironico e il serio, tra la storia e il dialetto, come una sorta di “Alberto Angela inzuppato nella ribollita”.

Se vi piacciono i piatti toscani e i divulgatori culturali, è d’uopo leggere oltre!


È buono lo Spritz?

«Sì, il problema è che non lo reggo (ride)».

Che rapporto hai con la lettura? Cosa leggi di solito?

«Leggo molto, principalmente per motivi di studio. Negli ultimi anni ho letto soprattutto per trovare le informazioni da per i miei video. Per me la lettura è un veicolo: leggo, acquisisco nozioni, conosco. Così mi sono appassionato alle biografie dei personaggi storici, alla storia dei castelli e, in generale, alla storia di Firenze».

Quale libro su Firenze consiglieresti (a parte il tuo, s’intende)?

«“110 posti che devi assolutamente visitare a Firenze” e “101 perché sulla storia di Firenze”. È importante concentrarsi sul perché si visita un certo posto, altrimenti diventa una visita fine a se stessa e non pienamente soddisfacente».

Com’è nato il tuo libro?

«Mi ha contattato Mondadori, spiegandomi il progetto editoriale che avevano in mente per me. Ci ho pensato un attimo e ho subito accettato, perché mi è sembrato un modo quasi naturale per proseguire il lavoro di divulgazione che porto avanti con i miei video. Non è stato semplice il passaggio dallo strumento del video a quello della parola scritta, ma sono stato affiancato da Mondadori e dall’editor, che ringrazio molto».

C’è qualche aspetto del libro che, anche col senno di poi, vorresti che fosse stato diverso?

«Nella mia idea originale, doveva assomigliare molto di più a una guida classica, quindi avrei preferito che ci fossero più mappe e più immagini. Però credo che, alla fine, questa sorta di ibrido tra guida turistica e saggio storico funzioni, questa guida “romanzata”».

Scriverai ancora?

«Beh, credo di sì. Alla fine anche il titolo che Mondadori ha scelto sembra preludere a una seconda puntata. Però vedremo…».

Qual è il tuo posto preferito a Firenze? Il tuo posto del cuore?

«Senza dubbio il Giardino delle rose: è un posto centrale ma in disparte, al riparo dal turismo di massa e dalla confusione. Mi piace farlo conoscere, ma non troppo! In altre parole… lo consiglio solo a chi se lo merita».

Come nasce un video dei tuoi?

«Di solito scelgo un argomento e comincio a selezionare le cose da dire. Utilizzo un criterio di scelta che si basa su ciò che potrebbe piacere e che potrebbe essere utile al pubblico. Alla fine, ciò che faccio, deve servire al pubblico. Voglio che il pubblico si concentri su ciò che dico, su ciò di cui racconto e non su di me».

Com’è nata l’idea di raccontare la tua – la nostra – città attraverso i video?

«Diciamo che, semplificando al massimo, mi sono ispirato a Piero Armenti di “Un italiano a New York”, ma è Marco Montemagno che mi ha spiegato come fare. Marco è una grande persona, che ho avuto il piacere di conoscere».

Qual è il complimento che ti ha fatto più piacere?

«Una volta mi hanno detto che sono un “Alberto Angela inzuppato nella ribollita” e ho apprezzato molto questa definizione».

Se Wikipedro non vivesse a Firenze, dove vivrebbe?

«A Compiobbi (ride).

A parte gli scherzi, credo che vivrei in una città di mare, tipo Livorno, oppure in una città simile a Firenze per dimensioni e stile, come Verona».

Se non sbaglio, hai confessato che Cosimo I è uno personaggi fiorentini che preferisci. Come mai?

«È vero, Cosimo I è uno dei personaggi che hanno fatto la storia di questa città, e lo stimo molto. Non so se è il mio preferito in assoluto, anzi credo che i “primi” Medici, cioè quelli appartenenti al rama non cadetto abbiano avuto uno spessore politico e culturale superiore. In cima a tutti, c’è sicuramente Lorenzo il Magnifico».

Hai avuto anche un’esperienza in TV, essendo stato protagonista insieme ad Alessandro Mannucci di “Turisti per DMAX”. Come valuti questa esperienza? C’è la TV nel tuo futuro?

«L’esperienza con DMAX è stata un pacco totale, un fallimento enorme. Non credo che fosse il format adatto a me. Io penso che i miei video funzionino soprattutto perché mi piace Firenze e questo si vede quando ne parlo. Dietro ogni video c’è uno studio (mi sveglio alle 7:00 ogni giorno e studio almeno un paio d’ore al mattino) e poi, al suo interno, c’è anche la mia personalità».

Dov’è Pietro Resta fra 10 anni?

«Mi lasceranno sulla ruota degli innocenti (ride).

No, non lo so. Sono consapevole che questa società richiede elasticità mentale e capacità di adattarsi ai cambiamenti e io cercherò di fare proprio questo: essere abbastanza flessibile da riuscire a intercettare le novità e fare sempre qualcosa di interessante e che mi stimoli.

Dai, su, ora usciamo a fare due foto…».


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