PURPLE CAT – ANDREA MORETTI

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L’opera

“Purple cat” è una raccolta di nove racconti scritti da Andrea Moretti. Qui, l’autore unisce il gusto per l’horror e il noir con un sentimento di critica sociale.

L’autore

Nato a Roma il 20 aprile del 1990. Laureato magistrale in sociologia, con una tesi incentrata sulla relazione tra arte e mercato globale, sulla base delle suggestioni ermeneutiche dei filosofi della Scuola di Francoforte, continua a perseverare nella sua passione di scrivere, dedicando ogni giorno a quest’attività; e ritagliandosi, a questo scopo, del tempo anche nei periodi più impegnati. Al fine di affinare e impreziosire di esperienze questa sua passione, ha tenuto laboratori di scrittura creativa in alcune strutture detentive, come volontario in un’associazione culturale; ha svolto diversi mesi di collaborazione presso una testata giornalistica online, che si occupava di cinema e manifestazioni culturali; ha partecipato a diversi concorsi letterari, premi di poesia nazionali e internazionali, eventi di reading, accompagnati da musica, piazzandosi spesso come finalista, e pubblicando racconti e poesie in svariate antologie. Svolti diversi lavori nel settore commerciale, ha collaborato per anni con l’associazione Arte e Cultura, nella quale si impegnava nell’organizzazione di spettacoli teatrali in qualità di attore e scrittore. Laziale di origine, ma stabilitosi da tempo in Abruzzo, è un fervente divoratore di classici, di cui ama particolarmente i romanzi della tradizione giapponese – da Kawabata a Mishima – il decadentismo di Wilde e dei simbolisti francesi, e il realismo crudo e surrealista di Henry Miller.

Perché lo abbiamo scelto

L’opera, con il suo connubio fra horror e denuncia sociale, permette di riflettere su temi contemporanei – emarginazione, mass media, tecnologia – in una chiave nuova e interessante.

Qui la recensione completa.

La frase che ci ha colpito

In quel brulicare estenuante di ombre, le linee dubbiose del mondo si confondono fracassanti: si sente, tutt’intorno, un rumore di ossa macinate. Le ombre s’infilano dentro insidiose, in profondità, simili ad immagini nere che sussurrano ricordi dimenticati d’infanzia, come un richiamo ancestrale che smuove le viscere dalla luce azzurra e primeva delle stelle. Forse erano qui già prima che nascesse tutto, prima che io mi scoprissi cosciente, innamorato; prima che mi portassero in questo luogo, e ripensassi, tutti i giorni, a com’era fatta la vita quando ancora ne conoscevo i colori.

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