Scienza e letteratura – Due mondi vicini o distanti?

Scienza e letteratura sembrano due mondi paralleli, incapaci di incontrarsi.

Nella mia pagina, Scrivere per volare ancora, pongo infatti una domanda: scienze e letteratura possono convivere?

La mia risposta è: pare proprio di sì.

Per tutta la vita mi son dedicata a studi di tipo scientifico: un’istruzione secondaria di tipo tecnico, poi l’università in Scienze Naturali e Biologia, la passione per la parassitologia e l’entomologia forense. Eppure, l’amore per la lettura, prima, e la scrittura, poi, sono sempre state forti e presenti in me.

Dunque, basterebbe la mia personale esperienza per far sorgere in me tale quesito, protendendo per un Sì deciso. Tuttavia, proprio come insegna la scienza, non si fa statistica su un solo individuo.

Quindi, perché reputo che scienza e letteratura non siano poi così distanti?

In primo luogo, per una ragione puramente metodologica.

Chi scrive sa di cosa parlo: uno scrittore, DEVE saper fare ricerca. Proprio come uno scienziato, un bravo scrittore si trova spesso a dover scartabellare tra vecchi documenti, archivi, saggi e tanto altro; in primo luogo, per ricreare l’ambientazione. Se vuoi ambientare il tuo romanzo in un dato luogo, diverso da quello in cui sei nato o vivi da tempo, devi a tutti i costi documentarti. Devi conoscere a perfezione i colori, gli usi e costumi, i nomi delle vie, le consuetudini. E via di mappe, Google, diari di viaggio, libri di ogni tipo che possano “mostrarti” quel luogo così come tu vuoi poi mostrarlo al lettore.

In secondo luogo, la contestualizzazione temporale. Io per prima mi son trovata a dover ambientare il mio secondo romanzo in un’epoca passata, in cui non ero neanche nata: gli anni 60. Per evitare grosse gaffes, bisogna fare accurate ricerche o si rischia di commettere errori imbarazzanti: inserire un oggetto non ancora brevettato, far parlare e pensare i personaggi in modo non coerente con l’epoca. Allo stesso modo, bisogna documentarsi in modo meticoloso sulle leggi in vigore, le lotte sociali in atto, le correnti politiche presenti in quegli anni. Non vi nascondo di essermi trovata a spulciare gli archivi del parlamento inglese, per poter conoscere a fondo i metodi di reclutamento dell’esercito britannico durante la Seconda guerra mondiale!

Questo, a mio parere, è l’aspetto che più accomuna scienza e letteratura: la ricerca. E può sembrar banale, ma non lo è affatto. Bisogna SAPER fare ricerca, distinguere le fonti attendibili da quelle faziose, sapere cosa e dove cercare, i collegamenti strani che da un concetto ti portano al seguente, e a quello dopo ancora.

Un secondo aspetto, più superficiale ma non per questo meno importante, è quello che vede la scienza mettersi “al servizio” della letteratura. Pur senza cadere nei tecnicismi, amo le contaminazioni scientifiche in un romanzo. Riferimenti, idee, tecniche, prese in prestito dal mondo delle scienze, possono diventare il fulcro centrale di un romanzo.

Il mio secondo lavoro nasce durante una lezione di fisica sui “sistemi di riferimento”. Se ti trovi su un treno in stazione, e vedi la stazione muoversi dal finestrino, non hai alcuno strumento per stabilire se sia tu in moto, o la banchina su cui i tuoi parenti agitano la mano in segno di saluto. Le leggi fisiche hanno le proprie regole ferree, si sa, ma ogni buon fisico è a conoscenza di come ogni legge abbia un senso solo se ci si trova all’interno del sistema di riferimento. E nella vita di ogni giorno? Chi può dire cosa è normale e cosa non lo è? Ciò che è ordinario nel tuo sistema di riferimento, potrebbe essere folle, se visto dalla finestra del vicino.

Per non parlare dei gialli: in quei contesti la scienza può intervenire in modo determinante! Un dettaglio sulla scena del crimine, un’incongruenza durante l’autopsia…

Insomma, a mio avviso i due mondo non solo possono, ma DEVONO incrociarsi, dando vita a ibridi multiforme che possono creare idee sempre nuove e brillanti, senza per forza cadere in un naturalismo nostalgico.

  • Agnese Messina nasce a Catania, città in cui ha sempre vissuto. Nonostante gli studi di stampo scientifico, nutre una forte passione per la letteratura. Accanita lettrice, inizia a scrivere i primi racconti da bambina, completando la stesura del primo romanzo a soli 17 anni. Cura un interessante pagina facebook – Scrivere per volare ancora – in cui tenta di indagare il rapporto tra scienza e letteratura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.