Adelaide – Antonella Ferrari

Autrice di “Nessun dolore” e del successivo “Un amore di città”, Antonella Ferrari si è fatta conoscere inviandoci in anteprima il suo nuovo romanzo.

“Adelaide” ripercorre la vita dell’omonima protagonista e potrebbe essere definito come un ibrido letterario: lo sfondo è quello tipico del romanzo di ambientazione storica, gli intrecci dei personaggi richiamano il romance, mentre la cornice che racchiude il tutto fa venire in mente un’interessante sceneggiatura targata RAI.

La storia (rectius: le storie)

Adelaide Mayo s’innalza a colonna portante della nobile famiglia che rappresenta, come un faro di temerarietà e passione. La donna partecipa ai moti carbonari, colleziona toy boys e vive a metà Ottocento con la mentalità e la spregiudicatezza di una donna del XX secolo.

Intorno a lei si snodano le vite dei suoi cari e degli abitanti di una Chieti da telenovela, dove tutti conoscono tutto di tutti e nessuno sa farsi gli affari propri.

Manfredi e Isabella, la coppia più in vista della città, gli “Albano & Romina” della situazione; il misterioso (e ovviamente bello) rivoluzionario Cesare; Anna, una suora alla “Sister Act” pronta a partecipare alle lotte carbonare; Ari, l’amore (nemmeno tanto) bohémien di Adelaide; l’invidiosa cugina Rebecca, cattivona alla Beautiful.

Magica Moleskine

L’ottavo giorno, come per incanto, nello stesso punto in cui Giorgia l’aveva lasciata, riappare la Moleskine. Ci sono molte pagine scritte a penna”.

Leggendone la sinossi, il libro appare come un romanzo d’ambientazione storica, nel quale personaggi ed episodi fittizi si collocano in uno scenario reale. In realtà, la storia iniziale è ambientata ai giorni nostri, osservata attraverso gli occhi di Giorgia, che lavora come guida turistica nella vecchia dimora dei Mayo. Sarà lo stesso fantasma della dama chietina a raccontare le sue vicende a questa nuova ascoltatrice, trascrivendo la sua storia su una Moleskine nera.

Il ricorso al sovrannaturale dà un taglio interessante e abbastanza originale, considerando altri esempi di romanzi storici. Tuttavia, sembra che a tratti l’elemento del fantastico venga gestito in modo troppo sbrigativo.

Molte domande, forse, meriterebbero una risposta. Perché il fantasma di Adelaide ancora infesta il palazzo? Come riesce a scrivere su un foglio di carta? Come mai gli spiriti conoscono il futuro?

Il non approfondire questi aspetti rischia di far percepire la storia come quella di una semplice casa infestata. E non è così, perché si percepisce uno studio dietro alle pagine.

Un libro diviso in due

Il romanzo presenta due narrazioni alquanto distinte, sia per ambientazioni che per scelte stilistiche.

La caratterizzazione dei personaggi del passato è molto più incisiva rispetto a quella dei personaggi del presente, alcuni dei quali sembrano descritti in maniera frettolosa: ad avviso di chi scrive, la stessa Giorgia si riduce quasi a una comparsa, a causa del fatto che non viene approfondito il suo legame con Adelaide.

Al contrario, i protagonisti ottocenteschi sono dipinti con vera e propria maestria (la vecchia Ninetta, che rifiuta gli omaggi del Re Vittorio Emanuele II, è sicuramente il personaggio più riuscito).

Anche per quanto riguarda lo stile, i passaggi ambientati nel passato appaiono decisamente più elaborati rispetto a quelli ambientati nel presente: alcuni dialoghi di Giorgia sono talmente semplici da rasentare l’infodumb:

Allora non sono impazzita, presenze tangibili si aggirano nel palazzo! Che avventura, voglio scoprire tutto ciò che è possibile sulla dama”.

Invece, certe frasi di Adelaide racchiudono intuizioni sorprendenti:

Ma il prestigio del casato allora fungeva da chirurgo plastico”.

Ultime considerazioni

Complici la brevità e la scorrevolezza, “Adelaide” è un libro che si legge tutto d’un fiato.

È un romanzo storico originale, derivante da ricerche approfondite e, quindi, tutto sommato, riuscito.

L’autrice riesce a proiettare il lettore nella Chieti dell’Ottocento e nei meandri delle vicende della famiglia Mayo, veicolando al contempo messaggi attuali.

Un libro interessante, chiaro-scuro, che si inserisce in un filone che sta ricevendo molto successo di pubblico (come dimostra la vicenda de “I leoni di Sicilia”).

Ora vi saluto e… chiudo la Moleskine.

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