BORG VS MCENROE

La sfida che ha cambiato il mondo del tennis

Lo so quello che pensate. È strano che una ragazza veda e poi scriva di un film sul tennis.

Ebbene, rincarerò la dose.

Sono completamente estranea al mondo dello sport: tutte le mie esperienze in quell’ambito sono state semplici passatempi, scanditi dai tentativi dei miei genitori di liberarsi di me per qualche ora durante la settimana. Fra i tanti sport in cui mi sono dilettata c’è anche il tennis, lo ammetto. Superfluo precisare che, pure lì, il mio interesse era relegato ai graziosi completini che indossavo… Eppure ieri sera, mi sono imbattuta in questo film che ho guardato per curiosità ( soprattutto perché la dolce metà sul divano accanto a me voleva vederlo).

Fortuna che l’ho fatto!

Insomma, avrete capito che mi è piaciuto molto. E adesso vi spiego il perché.

La storia

Milano Indoor, palasport di San Siro, 29 marzo 1981

AP - Bjorn Borg, carriera strepitosa, su gazzetta.it, 24 dicembre 2014.

Il film, uscito nel 2017, racconta della storica rivalità fra due campioni del tennis: Bjorn Borg e John Mcenroe. Il primo, svedese, freddo come il suo Paese; il secondo, newyorkese d’adozione, casinista come la Grande Mela.

Si parte dal raccontare come Borg sia diventato la stella che è: notato da un talent scout poi diventato il suo punto di riferimento, quel particolare ragazzino è riuscito all’età di soli 15 anni a sconfiggere avversari molto più affermati di lui, arrivando a vincere consecutivamente quattro Wimbledon, che, si sa, sono il Santo Graal del tennis.

La svolta nella trama si ha quando Borg, il campione dalla chioma dorata (omaggio alla sua discendenza vichinga), giunto al suo quinto torneo nella ridente cittadina inglese, si trova a scendere in campo per provare a ottenere l’ennesima vittoria. Stavolta la calma che lo ha sempre contraddistinto negli anni, sembra venire meno: è più turbato del solito, esplode varie volte e appare spesso in crisi. Mai in pubblico, ma solo quando si prepara al match o quando si ritrova con la propria famiglia: il suo allenatore e la sua futura sposa. E, come accade fra i parenti biologicamente tali, con loro si sfoga, talvolta allontanandoli. Fortuna che in famiglia ci si conosce e la distanza è colmata nel momento più importante.

Dall’altra parte della rete, si trova Mcenroe, irascibile ed escandescente. È lui il ragazzino che Borg deve battere per poter superare il proprio record.

Il punto di vista particolare del regista

Locandina del film

Penserete che di film come questo ce ne sono tanti, ma no, non è così. Il regista è stato geniale nel mostrare la pressione psicologica a cui questi due campioni sono stati sottoposti in quell’occasione ed è riuscito a dipingere due personaggi che sebbene totalmente differenti presentano alcuni tratti comuni rendendo amabili entrambi.

Persino Mcenroe, tradizionalmente considerato come un pazzo scatenato, nel film assume un aspetto più umano per mezzo di questa pellicola. Seguendolo fin dall’infanzia, sembra di imparare a conoscerlo e, forse, anche a capirlo.

La sceneggiatura, poi, è talmente ben fatta che il film può essere agevolmente visto e apprezzato anche da antisportiv*, come chi scrive.

E che dire della interpretazione degli attori? I protagonisti Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf – rispettivamente Borg e Mcernoe – offrono una performance da togliere il fiato, come quando sei a fondo campo e l’avversario fa una volèe!

Tutte le scene e tutti i personaggi sono ben curati; le musiche sono coerenti e ricalcano il crescendo che si crea fino a che non si giunge al match finale fra i due campioni.

Chi vince?

Proprio colui che pensate!

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